Tipi di Esche

Lipless

Lipless: esca molto efficace e molto sottovalutata in Italia. Due recuperi: lancio e recupero, magari cambiando velocità di recupero aggiungendo degli stop-and-go, oppure il così detto “yo-yo”, ovvero facendo salire e scendere l’artificiale tenendolo vicino al fondo o alle cover. Ottimo per sondare le cover in grazie al corpo stretto e all’ampiezza limitata degli spostamenti laterali; In caso di acqua profonda, soprattutto con il recupero a “yo-yo”, è importante aspettare che l’artificiale torni quanto più possibile vicino al fondo dopo ogni risalita, in modo da stimolare i bass nascosti negli strati più bassi d’acqua.

Periodi la stagione migliore è l’autunno o l’inizio della primavera, quando gli erbai sono più bassi e ti permettono di passare sopra con l’esca, oltre che di lato

Spinnerbait

Spinnerbait: Per strano che possa sembrare, lo spinnerbait deve imitare un piccolo branco di pesce foraggio. Nuvole, leggero vento temperatura in discesa sono le condizioni perfette.
Le palette strette e lunghe vibrano poco ed emanano molti flash, ottimi per recuperi veloci e per le acque chiare, quelle tonde vibrano di più e sono meno luminose, ottime per recuperi lenti e acqua più velata.
In entrambi casi può essere di aiuto far sbattere lo spinnerbait contro gli ostacoli, sassi rami o strutture, per eccitare ancora di più il bass e spingerlo ad attaccare. Ottimo l’abbinamento di un trailer hook, che permette di ferrare più facilmente il pesce, con l’unica accortezza di stare più attenti quando si pesca a contatto con gli ostacoli appena citati

Crankbait

Crank: nasce per due motivi: il primo è quello di imitare un pesce ferito che cerca di scappare, ed è anche la prima cosa che si intuisce guardandolo, sia per i colori che richiamano molto spesso pesci esistenti, sia per il movimento che osserviamo recuperandolo. Il secondo motivo, più particolare, è quello di imitare un gambero. Sì, perché quando lo fai lavorare vicino al fondo, anche a contatto con il fondo stesso alzando nuvole di sabbia o limo, sembra proprio un gambero che cerca di raggiungere la propria tana.

La prima cosa da notare quando scegli un crank è la PALETTA. Più questa sarà lunga e parallela alla sagoma dell’artificiale, più quest’ultimo scenderà in profondità. Le palette corte e molto inclinate, viceversa, lasceranno nuotare il tuo crank negli strati più superficiali dell’acqua. Tra questi ultimi si distinguono in particolare gli SQUAREBILL, che presentano appunto una paletta dalla forma squadrata, sono ottimi per acque basse e per pescare a stretto contatto con le strutture sommerce quali alberi o sassaie. A questo punto sorge spontanea una domanda, quasi a tutti. “Perché dovrei lanciare un crank dove rischio di incagliare?”, ed è una domanda assolutamente lecita. Il crank, e la sua relativa paletta, sono fatti apposta per rimbalzare letteralmente sulle strutturi alle quali vanno a sbattere. Ti basterà fare un piccolo stop dopo l’urto per dare al tempo all’esca di risalire (la stragrande maggioranza di crank sono galleggianti), per ripartire subito dopo con il recupero. Ovviamente l’accortezza che abbiamo citato prima non garantisce al 100% che il tuo crank non si incaglierà mai, ma ridurrai molto la probabilità che ciò accada. . Un motivo valido per pescare in strutture con il crank piuttosto che con un’esca in gomma è che l’utilizzo di una hardbait è più raro, in quel tipo di situazione, e permette di ingannare più facilmente il black bass.

Le canne specifiche per il crank hanno una punta con una buona dose di fibra di vetro che accompagna il carbonio, per rendere la canna più flessibile e accompagnando meglio tutte le vibrazioni provenienti dal crank. Per quelli con paletta shallow o squarebill non è necessaria una canna dedicata, in questo caso vanno benissimo canne completamente in carbonio che abbiano una buona flessibilità nella parte superiore. Spesso sono canne sui 14-20 grammi di potenza massima di lancio

Jerk

Jerk: molto versatile, ottimo per autunno e inverno, anche se nel lago di Bracciano rende molto bene anche durante i periodi caldi. Il recupero ideale prevede leggeri strattoni con la canna, le famose “jerkate”, mentre il mulinello si usa solo per recuperare il filo in bando tra una jerkata e l’altra. Questo recupero fa sì che l’esca, dopo una rapida accelerazione, rimanga ferma in un punto e quindi più a lungo in quella che è la strike zone, e proprio per questo la maggior parte dei jerk sono ad azione “suspending”, o in alternativa “slow sinking” o “slow floating” (approfondiremo verso la fina della lettura). Le colorazioni sono ovviamente moltissime, quelle che pagano maggiormente nel nostro lago sono le tonalità naturali, mentre le dimensioni più redditizie sono sui 10-11cm. Chi preferisce fare una buona selezione sulla taglia della preda adopera spesso artificiali di dimensioni maggiori, sui 13cm. Le canne ideali hanno una grammatura di lancio sui 17-18 grammi (5/8oz), con una schiena sufficientemente robusta perché non ceda troppo durante le jerkate.

Appunto sulle azioni del jerk
Suspending: galleggiabilità dell’esca neutra, quando interrompiamo il recuper l’ewsca rimane nel punto in cui si è fermata senza salire né scendere. A seconda delle giornate puoi anche fare pause più lunghe addirittura di qualche secondo, e non è raro che l’attacco avvenga proprio durante una di queste pause.
Slow sinking/slow floating: i primi tenderanno ad affondare durante le pause, i secondi tenderanno a tornare verso la superficie, ma in entrambi i casi si muoveranno in maniera molto più lenta rispetto ad un artificiale che non presenta la dicitura “slow” tra le sue caratteristiche.
Perché allora non montare sempre un suspending? Perché a volte quel poco di movimento che l’esca compie da sola durante la pausa può essere l’invito decisivo per il bass ad attaccare, ma deve essere un movimento molto lento e delicato

Jig Inverno

Jig inverno: durante la stagione fredda il metabolismo del bass è ridotto al minimo indispensabile, per cui gli spostamenti del pesce saranno molto limitati. In caso di laghi profondi come quello di Bracciano, inoltre, troveremo il pesce quasi esclusivamente in acque profonde, in genere oltre i 10 metri, questo perché più è profonda l’acqua, più la sua temperatura si mantiene costante. Per la dimensione non servono jig grandi, addirittura alcuni top anglers come Luca Quintavalla tagliano leggermente lo skirt per renderlo meno voluminoso in acqua. In aggiunta al jig puoi aggiungere un trailer come un gambero o una creatura, anche in questo caso senza esagerare con la misura